Category: Art, Education and Outreach

Il fascismo non fu subito contro il jazz: prima lo ascoltò, lo ballò e provò a usarlo. Ma quella musica afroamericana portava con sé una libertà che nessuna propaganda poteva davvero controllare.
Il blues non nasce solo dal dolore, ma dal momento in cui una voce smette di confondersi nel coro e comincia a raccontare una vita.
A volte l’educazione non comincia da una lezione, ma da una porta lasciata aperta. Durante una pausa, una classe di musica può diventare uno spazio inatteso dove i ragazzi entrano, provano, cantano, sbagliano e scoprono una parte di sé che non conoscevano ancora.
Siamo sicuri che libertà significhi fare ciò che si vuole? In questo articolo rifletto su disciplina, improvvisazione e limiti: non come ostacoli, ma come condizioni necessarie per dare forma, senso e responsabilità a un gesto artistico.
Cosa accomuna un velista e un musicista jazz? La capacità di vedere tutto senza perdersi. Dalla ricerca di Jazz Sailor nasce una riflessione sulla visione a 360° come vera competenza oggi.
Una riflessione tra rullini, videocassette e cloud: oggi conserviamo tutto, ma ricordiamo meno. E i ricordi dei bambini meritano davvero di vivere solo in uno schermo?
Un semplice commento sotto un post riapre una questione decisiva: non se l’intelligenza artificiale si possa usare, ma che cosa perdiamo quando anche l’arte inizia a parlare solo la lingua dell’efficacia.
Partendo dalla prefazione di Alessandro Greco a ARS. A cosa serve fare arte oggi?, questo articolo riflette sul valore dell’arte in un tempo che misura tutto in termini di utilità, velocità e risultato immediato.
Felicità, libertà, fraternità, pace e pianeta sono parole fondamentali del nostro tempo, ma sempre più svuotate. Cosa succede quando viene meno la fiducia che le tiene insieme? Una riflessione critica tra realtà, società e vita quotidiana.

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